Old but gold

The Space Cinema – Pradamano

Nella serata di ieri mi sono presentato al The Space Cinema di Pradamano (UD) per vedere il documentario della RedBull: The Art of Flight. Film che sinceramente avevo visto più e più volte a casa ma che, date le spettacolari riprese panoramiche, a mio giudizio valeva la pena essere visto proiettato sugli schermi cinematografici in 3D.

Essendo programmato in una sala da pochi posti, ho deciso di prenotare il biglietto ma, una volta in viaggio mi sono accorto di aver dimenticato a casa la stampa della email. “Poco male” ho pensato, ho con me l’iPad, mi connetto a internet e mostro alla cassiera la schermata della mail.

Il mercoledì c’è un sacco di gente, molta confusione e le “addette ai biglietti” si trovano dentro a questi “scatolotti” da cui comunicano oltre a un vetro: non è il massimo per parlarsi insomma. Dovendole comunicare un codice di sole consonanti e numeri tipo NDKGAS45GFS mi sono avvicinato a lei e le ho detto “Buonasera, ho prenotato due biglietti per The Art of Flight ma ho dimenticato la stampa a casa, il codice è qui” e le ho avvicinato l’iPad al vetro.

Da questo momento è iniziato il delirio.

Io non so spiegarvi il perché, ma la persona davanti a me è partita con un clamoroso monologo/invettiva sul fatto che “non ci degnamo più neanche di parlare con loro” e che “le mostriamo lo schermo e che si arrangi” e che invece “loro vorrebbero FARE COMUNICAZIONE e noi non ci degnamo neanche di rivolgere la parola“.
Ora io posso capire che tu sia stressata, ma se per te dettare un barcode è fare comunicazione, credo bisognerebbe andare a rivedere il concetto di che cosa significhi comunicare.

Sono rimasto abbastanza basito perché sinceramente credevo di aiutarla con quella mossa, ma data la sua reazione sul fatto che “noi non comunichiamo e ci sentiamo superiori” ho deciso veramente di non parlarle, un poco per vedere se si spegneva, un poco perchè l’odio cominciava a ribollire dentro e non avrei detto cose belle: ho iniziato a fissarla e a non rispondere più a nessuna sua parola.

Così c’è stato un mitologico crescendo di “AH NEANCHE GRAZIE PER IL RESTO?” e “AH NON SI DICE PIù NEANCHE BUONASERA O ARRIVEDERCI?“.
Seguono altre cose che non riporto e altre che non ho sentito bene perchè me ne sono andato.

Nello specifico me ne sono andato in silenzio pensando di andare a cercare un responsabile del personale.
Poi un poco ho pensato che non ne valesse la pena, un poco ho visto che la mia morosa era piuttosto perplessa.
Resta il fatto che pur capendo lo stress da biglietteria, partendo da un presupposto di volerla aiutare me le “sono sentite” abbestia e quindi anche il resto della serata non è stato dei migliori diciamo.

Il resto è storia nota: The Art of Flight è un documentario spettacolare che consiglio di vedere anche ai non amanti dello snowboard (io stesso sono un profano enorme in materia) e io ho scritto alcuni reclami al The Space Cinema (che non ha mai risposto ndr).

Enjoy

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11 Comments

  • Reply
    segnalezero
    29 Marzo 2013 at 10:24

    Secondo me avresti dovuto andare fino in fondo, parlare con il responsabile del personale e farle fare il proverbiale “culo così'”.

    • Reply
      stailuan
      29 Marzo 2013 at 10:33

      secondo me pure, ad ogni modo non ho visto in giro “responsabili del personale” mi sembravano tutti dipendenti paritari.
      Ti dico, mi sono fermato solo perchè ho visto la mia morosa triste per la mia incazzatura e non volevo rovinare la serata anche a lei, ma di mio avrei voluto rovinare tantissimo la cassiera in questione.

  • Reply
    Ilaria
    29 Marzo 2013 at 10:28

    Spero almeno ti risponderanno!
    Anche secondo me hai cercato solo di semplificarle il lavoro, sta qua dev’esser stata in pre-ciclo per reagire in quel modo……. pazzesco!

    Comunque mi hai convinto, il docu sembra figo 😀

    • Reply
      stailuan
      29 Marzo 2013 at 10:33

      Si ma non so, e se io fossi stato muto? Che le mostravo l’ipad perchè non potevo parlare e questa sclerava? Sai che casino veniva su?

  • Reply
    Lino Polo
    30 Marzo 2013 at 13:59

    Dico una mia idea. In quegli ambienti sono effettivamente stressati, sottopagati e sommersi dalla folla. Lavorano in giornate e orari “di festa”.
    Dappertutto, incomincio a sentire di rispostacce ai clienti ed io stesso le ho prese per nulla. Era domenica, mi è saltata fuori una pesante infiammazione, il giorno dopo dovevo lavorare fuori regione. In una parafarmacia la farmacista, mi disse in malo modo: “VADA A FARSI VEDERE DA UN MEDICO”.
    Il fatto che ti dica che “ti senti superiore”, ci vedo perlomeno lo zampino di qualche corso di comunicazione mal assimilato.
    Non è questione solo di parlare con un responsabile del personale. Bisogna davvero rivedere tutto.

  • Reply
    massimo
    30 Marzo 2013 at 17:15

    Sembri la solita personcina che si indigna per una cazzata, la prossima volta svegliati e portati dietro la stampa che chi lavora non ha tempo da perdere dietro a te che fai il figo con ipad e morosa al seguito. (che magari si è pure vergognata per la sceneggiata napoletana che hai piantato).
    Diventa adulto e prova a riempire il web con cose perlomeno minimamente utili, anche se il tuo logo riporta chiaramente la levatura dei tuoi interventi (NDR. inutilità in rete).

    • Reply
      stailuan
      31 Marzo 2013 at 00:23

      Ciao stefano, grazie per il tuo commento 🙂

  • Reply
    Paola
    2 Aprile 2013 at 16:06

    Ho letto e riletto più volte il Tuo racconto, sarebbe bello sentire anche la campana della “cassiera in fase di pre-ciclo”…così, tanto per completezza di informazione.

    Farsi rovinare la serata per una “discussione” del genere mi pare -scusa se mi permetto- poco adulto.
    Se il mio ragazzo dovesse perdere le staffe per così poco non ci penserei due volte a lasciarlo lì, su due piedi…senza contare il tempo dedicato alla ricerca di un responsabile…

    Sei uscito con la tua donna per stare con lei o per dimostrarle che sei un piantagrane?

    Buone cose, Andrea.

    P.S. Toglimi una curiosità..ma da Monfalcone sali a Pradamano perchè al Kinemax hai già litigato con tutti? 🙂

    • Reply
      stailuan
      2 Aprile 2013 at 20:24

      Ciao Paola, grazie per il tuo commento. Trovo giusto il fatto che tu voglia sentire la versione della cassiera, é evidente che ci sia stato un malinteso. Ti posso assicurare di non essere un piantagrane, infatti non ho fatto scenate ma sono rimasto in silenzio e, alla fin fine, me la sono sbollita da solo. Se tu fossi stata la mia morosa, beh non lo sei, quindi non possiamo sapere con certezza come sarebbe andata a finire. 🙂 Per il resto io non credo che Udine sia lontana da Monfalcone, mi sposto spesso, a volte vado al cinema da una parte e a volte dall’altra. Ti assicuro di non aver mai fatto casino con i dipendenti dei cinema, ma neanche di altri tipi di attivitá alla fin fine. Ad ogni modo il tuo dubbio é lecito e non sono in grado di confutartelo, perché comunque é sempre e soltanto il mio punto di vista 🙂

  • Reply
    Rosella
    30 Dicembre 2014 at 17:38

    Non esistono scuse: chi lavora a contatto col pubblico NON DEVE perdere le staffe. E’ il suo lavoro, bello o brutto che sia, facile o stressante a seconda delle giornate. Pensate un po’ a chi lavora in un ufficio, o in un negozio, lasciarsi andare in quel modo di fronte a un cliente! Bella figura davvero. Però non vale la pena di arrabbiarsi o di farsi rovinare la serata. Giusto fare la segnalazione, con calma e tranquillità.

    • Reply
      stailuan
      8 Gennaio 2015 at 09:11

      Hai ragione, ma sul momento ci restai veramente malissimo.
      Ad ogni modo, a distanza di più di un anno ormai, visto che non ho ottenuto mai nessuna risposta non sono più tornato in quel cinema. L’unica cosa che ho ricevuto sono i commenti più o meno anonimi che puoi vedere qui sopra, di persone che palesemente saranno colleghi o comunque lavoratori del posto, perché altrimenti non si spiegherebbe tutto l’accanimento che ebbero nei miei confronti in questo post 😀

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