Trenitalia. Le coincidenze non esistono.

Ho avuto la malsana idea di voler andare in treno a Firenze, e trenitalia me l’ha fatta pagare cara, ma che dico: carissima.

  • La scelta.

I motivi che mi hanno spinto ad andare a visitare Firenze in treno anzichè in macchina sono molteplici.
Il primo è che prenotando con un buon anticipo si possono ottenere prezzi particolarmente bassi e offerte interessanti: noi ad esempio abbiamo pagato l’andata con un 2×1.
A questo aggiungo che non guidando elimino un poco di stress in andata, ma soprattutto al ritorno nel quale – prevedendo una tre giorni di intense visite di musei – non sarei stato particolarmente riposato.
Oltre a questo la stazione di Firenze è in centro città e non è una comodità di poco conto.
Potrei aggiungere il discorso dell’ecologia dei mezzi pubblici, ma non sono particolarmente bio come persona.

  • La prenotazione.

L’utilizzo dei sito di trenitalia è utopia.
A parte il fatto che ora lo hanno impostato per farvi prenotare su “le frecce“, quando riuscirete a trovare il treno che fa per voi, per concludere l’operazione vi verrà chiesto di fare il login. Voi inserirete username e password e il sito vi restituirà un messaggio di errore. In modo sistematico.
Continuerete così per 20 minuti, convinti di avere i dati giusti, a un certo punto davanti alla ferma opposizione del portale vi sorgerà il dubbio di essere degli idioti e  chiederete che vi venga rispedita la password e vi arriveranno via mail – guarda un po’- i dati che stavate già utilizzando. Per altri venti minuti continuerete a inserirli senza successo, dopodichè come per magia tutto andrà a buon fine.
La mia teoria è che ci siano degli stagisti che devono controllare uno per uno dei database scritti su “rotoloni regina” e prima devono trovare l’esistenza del vostro nome utente, una volta trovato devono confrontarlo con il secondo rotolo contenente le password. Mentre fanno questo continuano a dirvi “errore” per prendere tempo, poi quando finalmente trovano corrispondenza vi danno l’ok.

  • La prenotazione #fail

La vostra prenotazione è la seguente: Monfalcone – Firenze.
Da Monfalcone a Firenze viaggiate su un regionale, dopodochè dovete cambiare su un freccia argento.
Trenitalia vi propone l’offerta 2×1.
“Ottimo” direte voi [cit. @wmsaver ]. Inserite tutti i dati, passate i famosi 40 minuti a non riuscire a fare login e poi fate la prenotazione.
Problema: siccome il sito vi propone il 2×1 non vi ponete neanche lontanamente il dubbio che valga solo per la tratta freccia argento, anche perchè il sito non ve lo segnala in modo adeguato. Così la mattina della partenza vi rendete conto che manca il biglietto fino a Ve.Mestre per il secondo viaggiatore.
Oltretutto mentre per il freccia argento è sufficiente il codice prenotazione presente nella mail, per il biglietto del il treno regionale bisogna stampare il pdf allegato. Poffarbacco: manca l’allegato in pdf. Voi cercherete di entrare nel sito di trenitalia che continuerà a crashare manco fosse uno stuntman.
Andrete quindi in stazione e il bigliettaio vi dirà di stampare il pdf allegato e, con lasolita aria di sfida tipica di chi ha il posto strafisso che solo in Posta, in Stazione e in Comune hanno, aggiungerà: “non è possibile che non ci sia il PDF allegato”.
Tu vorresti dirgli: ma tu sai cosa è un pdf? Sicuramente sei uno di quei dementi che pensano che il pdf sia un file “impossibile da modificare” come la leggenda metropolitana vuole, manco il pdf fosse un asteroide piombato da chissà quale galassia. Ma poi ricordi che comunque far casino o meno non cambia niente e compri altri due biglietti.
Capisci quindi che il 2×1 esisteva, però al contrario. Hai infatti pagato 3 biglietti e ne hai acquistati due.
Elogi a profusione.

  • L’apocalisse.

Tutti sanno che trenitalia è un malato terminale, caso tipico del malfunzionamento imperante in Italia. Che sia statale o circa privatizzato non funziona un cazzo. Inutile trovare scusanti e attenuanti: non ce ne sono. I treni sono sporchi e costantemente in ritardo; i viaggiatori sono costantemente perculati e abbandonati.
Abbiamo preso il freccia argento proveniente da Roma per andare a Venezia Mestre. Arrivato in ritardo di 8 minuti a Firenze si è assolutamente fermato in prossimità di Bologna. Ipotizzavo aspettassero venisse srotolato un tappeto rosso per entrare in città da veri king, ma non era quello il motivo. Pare che un temporale abbia fulminato il sistema di distanziamento automatico dei treni della stazione di Bologna e quindi essendo quello uno snodo di un certo rilievo, tre quarti del traffico della penisola è andato in vacca. Quasi nessuno di noi lavora per Trenitalia, quindi non abbiamo cognizione di causa assoluta, è però quantomeno particolare che una stazione così importante non abbia qualche sistema secondario nel caso di un danno simile.
Ma diciamo che l’imprevisto ci può stare: il problema è il trattamento del viaggiatore che viene ingannato ed abbandonato.

Viene ingannato in quanto il capotreno ha dichiarato che avevamo 35 minuti di ritardo, mentre io leggevo già i tweet delle persone in stazione a Bologna che parlavano di 90 minuti. Se al posto mio, che non sono solito far scenate, se ne fosse accorto un altro che avrebbe messo in giro la voce, sarebbe scoppiata la rivolta. E giustamente.

Oltre a questo i treni non vengono mai fatti fermare in stazioni secondarie, magari facendo scendere i passeggeri mentre aspettano oppure per caricarli su dei bus messi a disposizione in velocità per far concludere il viaggio: il convoglio si ferma nel nulla e le persone rimangono intrappolate per tempo indefinito.

  • Il dimenticato nord est.

Arrivati a Mestre, e perse quasi tutte le coincidenze, restavano un paio di treni prima di essere abbandonati in quel del Veneto. Anche perchè, cosa già sottolineata più e più volte anche a livello politico regionale, sembra che per le ferrovie l’Italia finisca a Venezia dato il numero esiguo di treni messi a disposizione per raggiungere l’esotica Trieste. E si che per conquistarci nel 1914 ne avete avuti di morti sul Carso eh. E vi assicuro che mia nonna, nata sotto l’Austria, mi ha sempre detto che nessuno li voleva gli italiani da queste parti. Ma diciamo che sono passato cent’anni da quegli avvenimenti, facciamo finta che quando dico che abito vicino a Trieste nessuno mi dica “Ah ma sei Jugoslavo?” e torniamo al problema treni.
Vogliamo parlare della biglietteria che, davanti a una fila enorme di viaggiatori che dovevano convertire biglietti, farne altri, o chiedere informazioni data la situazione delirante dei ritardi, chiude gli sportelli perchè è finito il turno? Ma no, non parliamone, è successo a tutti almeno una volta nella vita.

La stazione di Ve. Mestre è una delle peggiori io conosca per quanto riguardi la presenza di tossici, zingari e barboni. L’incredibile è come trenitalia e polizia abbiano date per perse queste location, abbandonando il viaggiatore in questa situazione surreale di gente che ti chiede “spicci” in continuazione, persone che cercano di strattonarti la valigia per portartela su per le scale (e poi chiederti soldi) e i vari ed eventuali borseggiatori.
Interessanti gli audio-messaggi che pregano i viaggiatori di segnalare alla Polfer la presenza di venditori ambulanti e malintenzionati: cristo, sono in numero maggiore dei viaggiatori ormai, fate qualcosa.
Ad ogni modo a Mestre è usanza rifugiarsi dentro il Mac Donald mentre si aspetta il treno, cosa che credo valga purtroppo per molte altre stazioni.
Usciti pochi minuti prima dell’arrivo dell’intercity per Trieste scopriamo che ha 100 minuti di ritardo. Che vorrei dire: capisco che 100 minuti rispetto ai milioni di anni del creato non siano nulla, però alle 22:00 sono cavoli amari e delle ere geologiche ben poco può fregarmi.
Oltretutto non era detto che i 100 minuti non diventassero 200.
Abbiamo dovuto prendere  un altro treno che, facendo un altra tratta, invece che arrivare in un ora e dieci ci ha messo due ore e mezza, arrivando a Monfalcone all’1:10 di notte anzichè alle 22:00.
Sette ore e mezza per 377 km circa, avessi preso l’aereo sarei arrivato praticamente a New York.
Ora vediamo come andrà per quanto riguarda i rimborsi.

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

You may also like...

Commenti dal faccialibro


8 Responses

  1. Olivier ha detto:

    Mi dispiace per le vs svventure.

    Enesima conferma del motivo per cui è molto meglio andare in giro in macchina, alla faccia di risparmi ed impatto ambientale, ahimè.

    C’è qualcuno nella cabina di pilotaggio?

    • stailuan ha detto:

      MA non so neanche io cosa sia meglio. L’ultima volta che sono tornato dal veneto in macchina sono rimasto fermo oltre un’ora nel passante di Mestre perchè due si sono piastrati. Di conseguenza non sai mai quale sia la scelta giusta da fare, certo è che i disagi con Trenitalia sono troppo frequenti 🙁

  2. Giorgia Sorarù ha detto:

    Come ti capisco!! Quando un mesetto fa ha nevicato pesantemente io ero a Venezia a seguire le lezioni e ti dico solo che il treno delle 18.11 (sul quale ci hanno fatti salire tranquillamente) è partito alle 22.20 per poi fermarsi comunque un’altra mezz’oretta a Mestre perchè, chissà, magari doveva riposarsi -.- . Durante le quasi 5 ore di attesa in stazione a Venezia siamo stati letteralmente BOMBARDATI di avvisi all’altoparlante ripetuti all’infinito che ci informavano di un guasto al cambio giusto FUORI dalla stazione, che quindi permetteva a tutti itreni di viaggiare su UN SOLO binario. E guai a chiedere informazioni all’ufficio Servizio Clienti (pieno come un vespaio di gente incazzata nera che neanche all’Ufficio Immigrazione): io e la mia amica, alla mia domanda “Ma sapete se intanto hanno iniziato a riparare il guasto?” ci siamo sentite rispondere da uno di quei bigliettai spocchiosi e saccenti “Signorina, ma lei pensa che non siamo qui a fare nulla? Ha una vaga idea di come funzionino le cose?” No che non ce l’ho gran pezzo di merda! Insomma almeno abbiamo avuto la soddisfazione di fargli una mezza scenata, ma il treno è comunque partito in ritardo. TRENITALIA DI MERDA.

    Ps. Haha la citazione della nonna Gigia mi ha fatta morire, me la vedo!! 😀

    • stailuan ha detto:

      Purtroppo si potrebbe scrivere un post solo sui casini combinati da Trenitalia, i suoi disservizi e le incazzature relative: il problema è che passano gli anni e le cose invece che migliorare peggiorano -__-

  3. criss ha detto:

    eravamo in stazione a mestre la stessa sera allora! non dirmi che ti sei perso il coro spontaneo del gruppo evangelico che ha pensato bene di allietare gli animi di tutti noi viaggiatori incazzati come api, cantando inni al signore in mezzo alla stazione… dimmi che non te lo sei perso. perchè io ho pensato di essere finita su candid camera quella sera (per la cronaca avevo il treno che da bologna doveva partire esattamente 20 minuti dopo il fattaccio, ci ho messo solo 7 ore a tornare a casa a trieste).

    • stailuan ha detto:

      Ahahahha cavolo si che li ho sentiti.
      E’ uno dei motivi che mi ha spinto a prendere il treno che passava per Treviso e Pordenone anzichè aspettare il diretto 😀
      Vabè sul momento un poco mi ha fatto sorridere (pensando cose tipo “maledetti papaboys”) ma in realtà il degrado della stazione di Mestre mi mette una tristezza infinita.

      • criss ha detto:

        ma guarda, ci è andata pure bene che il mc donald era ancora aperto, santo rifugio delle anime perse …
        il vero livello di squallore e tristezza è quando perdi coincidenze, arrivi a mestre dopo le 22.30 (neanche dopo le 4 di notte eh, le dieci e mezza) ed è tutto inesorabilmente CHIUSO.
        rischi di trovarti abbracciato alla panca di cemento tra il binario 2-3 mentre parli con una gomma masticata per terra in preda a bisogni incontrollati di affetto e umanità…

        • stailuan ha detto:

          Si, purtoppo i collegamenti con il Friuli Venezia Giulia sono molto scarsi: é cosa nota ma mai risolta. 🙁
          A questo si aggiunge lo squallore della stazione.
          Poi cosa vuoi farci, un disastro come quello che ci é capitato non potevamo prevederlo 😀

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *