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Trick da professionisti per la colazione

Per me la colazione è il pasto più importante: non per i motivi di cui parlano i nutrizionisti, ma perché se non è soddisfacente sarò di malumore per il resto del giorno.
Per ripristinare il buonumore dovrò poi sfondarmi di cioccolato, facendo arrabbiare i suddetti nutrizionisti. Quindi meglio farli contenti prima e far colazione per bene, no? Tutto torna. E i nutrizionisti sono felici.

Per evitare che la colazione vi vada a rotoli, ecco i miei trick da professionista della colazione.
Mi ringrazierete più avanti (i dolci in omaggio sono sempre bene accetti).

Il biscotto che si inzuppa senza rompersi

Niente di peggio di quando il biscotto semi-inzuppato vi si rompe e vi casca nella tazza, magari schizzando latte ovunque.
Il trucco è nel come lo sollevate: dovete tenerlo “di taglio”, non “di piatto”.

Spiegazione pseudo-scientifica: la parte di biscotto inzuppata pesa di più della parte secca e ha una rigidezza flessionale diversa (aka “diventa molliccia”). Per contrastare l’azione di questi due difetti, è necessario aumentare la sezione resistente allo sforzo di taglio/flessione. È la stessa logica per cui le travi si posizionano con la dimensione maggiore della sezione in verticale.

La fetta biscottata indistruttibile

Non c’è niente di peggio della fetta biscottata che si rompe quando ci spalmate sopra otto tonnellate di marmellata/nutella/miele/burro. È quello che succede anche a Banderas nella pubblicità:


 
 
È evidente: Banderas è un dilettante.
Il trucco non è “ispessire la fetta”. È, più semplicemente, usarne due: usate una seconda fetta a supporto e irrigidimento della prima.
Poi non dovete necessariamente mangiarvi anche la seconda, eh. La potete riporre nella confezione.

Spiegazione pseudo-scientifica: state applicando sulla fetta una forza a cui essa non è in grado di opporre adeguata resistenza, perché il carico è troppo forte o troppo concentrato, o perché la fetta ha delle debolezze intrinseche. Usando due fette sovrapposte, avrete maggior rigidezza flessionale e risolverete il problema.

Il caffè con la panna

Dalle nostre parti, in Friuli, lo si chiama “cappuccino viennese”: è un caffè liscio a cui viene aggiunto un ciuffo di panna e una spolverata di cacao amaro.

Problema: la panna impedirà allo zucchero di raggiungere il caffè sottostante e, a meno che non distruggiate tutto per mescolare, vi toccherà bere il caffè amaro.
Soluzione (facile): zuccherate/dolcificate il caffè prima di aggiungere la panna. E mescolate, anche.

Spiegazione pseudo-scientifica: è veramente necessaria? 😀

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