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10 appunti su Sauris

seiasauris

In occasione del “ponte” tra il 2 e il 5 giugno ho avuto il piacere di visitare Sauris, piccolo borgo montano abitato da 420 persone, che si trova in Friuli Venezia Giulia, più precisamente in Carnia.
L’occasione è stata quella della presentazione del mio libro (Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche) presso la Biblioteca del paese, seguita dal mini-tour #SeiASauris (nome inventato da @sbinifera che riassume la località e il fatto che fossimo in sei instagrammer a documentare il tutto).

01 – Sauris

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Esistono Sauris di Sopra e Sauris di sotto. Noi dormivamo sopra.
Un giorno per scendere ci hanno fatto fare una camminata che è andata quasi sempre in salita, facendoci capire che la fisica è assolutamente relativa in questa vallata.
Poi c’è Lateis, che è in alto a destra (come Gorizia), da dove pare provenga un ramo della mia famiglia, nello specifico la mia bis nonna di parte paterna.
Ed è subito reminescenza austro ungarica.
Poi c’è il lago, che è ancora più sotto.
E tutto attorno ci sono montagne.
Chiaro no?

02 – Arrivare

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A Sauris non si arriva per caso: o lo hai voluto, o hai sbagliato strada.
Più o meno i locals parlavano di un detto simile.
E in questo periodo, che per arrivarci bisogna transitare per il Passo Pura (visto che la strada del Lumiei è chiusa per lavori), bisogna essere abbastanza motivati per andare li. Non che questo passo sia un’esperienza terribile eh, ma non è neanche l’autostrada che arriva in alta quota e parcheggi a fianco ad Heidi e le caprette che ti fanno ciao.
Insomma è un passo montano.
Con un sacco di scritte del giro d’Italia in onore di ARU.
Insomma, come dice il detto che sto inventando adesso “Passa il Pura e passa la Paura“.
A suon di frico.

03 – Meteo


A Sauris piove sempre. O almeno così mi hanno detto tutti sui social network.
La sensazione è che però piova meno di quanto venga percepito.
Noi siamo partiti (tra mille improperi) nonostante le previsioni dessero tempesta in arrivo per tutti i giorni. Poi in effetti un poco ha piovuto, ma niente di tale. Ad ogni modo: è Friuli Venezia Giulia ed è montagna, non è che ci si possa aspettare solamente il sole. Altrimenti i prati verdi un poco te li scordi.

04 – Mangiare

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Gusto ricco, mi ci frico” dice l’altro proverbio che ho appena scritto solo perché ho una tastiera sotto le dita.
In questo paese sono tutti ospitalissimi e la cucina, come spesso accade in montagna, spacca. Oltretutto per uno come me che non mangia pesce è veramente una festa.
Ad ogni modo posso parlare dei luoghi in cui abbiamo mangiato:

  • Morgenleit
    Probabilmente il ristorante con più attenzione all’impiattamento e al servizio tra quelli che abbiamo provato. Qualità del cibo veramente ottima, pietanze tradizionali ma ricercate, quantità giusta nel caso si faccia un pasto completo (primo, secondo, dolce).
    (Leggi anche le recensioni su Trippa Avvisatrice)
  • Speck & Stube
    Locale epico: entrando a sinistra si accede al bar-ristorante, andando a destra nel negozio di alimentari.
    Ci hanno fatto i panini per il pranzo al sacco.
    Panini veri.
    Quelli con un etto e mezzo di speck l’uno e una fetta di formaggio alta due dita.
    Voto: Josè 10+.
  • Pame Stifl
    Pizzeria interessante: molte pizze con prodotti locali, ben farcite, e prezzi compresi tra i 7 e 10 euro.
    Dicono sia un ottimo posto anche per testare le birre locali, ma io non ne bevo, quindi ciccia: devi fidarti delle recensioni scritte su Trip Advisor.
  • Chalet Rikhelan (Per scriverlo ho fatto copia incolla)
    Locale mega caratteristico dove ci hanno servito un “Toc in braide” talmente buono che mi sono commosso. Il mioglior Toc in braide che io abbia mai mangiato. Anche il primo e unico. Ma è impossibile che qualcuno lo prepari meglio.
  • 811 Sauris Residence
    Questo posto è incredibile: il ristorante ha una veduta sul lago da fare paura (e 200 like su facebook con una foto scattata a caso e priva di editing). Non ci abbiamo mangiato perché ci siamo arrivati satolli e saturi di cibo da dover declinare l’offerta, quindi su questo non posso dirvi nulla. La location però è spettacolare: studiata negli interni con stile nordico come piace tanto a me. Da provare assolutamente.
  • Garnì Plueme
    Qui è dove ci hanno bombato talmente tanto con la colazione che, una volta arrivati all’811, non siamo riusciti a pranzare.
    Lunghissima vita a questo albergo.

05 – Il campanile

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Non salite mai sul campanile di Sauris (a parte che generalmente non si può) se soffrite di vertigini.
Tipo me.
Io sono quello che quando è lì fa le cose perché “oh son qua, mica tornerò indietro” ma mentre le fa tira Cristi con la catapulta. E farlo mentre sei in un campanile non è ne comodo ne adeguato.
La scala per salire è di quelle eroiche, di concezione “in qualche modo deve andar su“. Nulla di particolarmente devastante eh, mi piace esagerare,.
La vista dall’alto comunque è spettacolare. Poi però ho pensato di non scendere mai più e diventare una sorta di Raperonzolo 2.0: il fatto che entro otto minuti le campane avrebbero iniziato a suonare è stato il vero motivo che mi ha spinto a lanciarmi nel vuoto.

06 – L’insalata

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Si scrive “insalata”, si legge “polenta”.
Verdure, cotte o crude, non pervenute.
Meglio.
Bravi.
In realtà abbiamo fatto una passeggiata in cui l’ottimo Massimiliano ci ha fatto conoscere la flora del posto, quindi la verdura teoricamente anche c’è, ma la polenta con il frico è meglio.

07 – Albergo diffuso

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Abbiamo dormito in un appartamento con soppalco presso questo innovativo modello di ospitalità turistica, con stanze ed appartamentini ricavati da edifici tipici già esistenti e localizzati in svariate posizioni della cittadina.
Puoi trovare tutte le informazioni in merito sul loro sito che (a differenza di quello che accade spesso) è costantemente aggiornato.

08 – Borgo dello sport e del benessere

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Un pomeriggio ci siamo svaccati a nastro in questa struttura nuovissima, dotata di piscina, vasca con due idromassaggi, area wellness con sauna finlandese, sauna agli infrarossi, bagno turco, doccia “sensation“, doccia “emotion” con aromaterapia e cromoterapia, massaggi vari: classico, alle erbe, sportivo, decontratturante, bagni di fieno tradizionali e bagni di fieno al vapore.
Insomma un sacco di cose.
E poi al suo interno c’è una mega roccia dai poteri ultraterreni tra i quali ricordo il fatto che toccandola vincerete l’Instagram.

09 – Passeggiata notturna

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Sabato sera, in occasione della settimana della cultura saurana, abbiamo potuto prendere parte a una camminata nel bosco con le lanterne, alla scoperta di leggende, storie e personaggi della zona. Per fortuna le lanterne erano elettriche: l’unica volta che ho partecipato ad una fiaccolata (tipo nel 1994 a Madonna di Campiglio) ho vissuto il dramma di queste esperienze da dentro. Mentre tu, spettatore, dalla valle guardi romanticamente il serpentone di fuoco che scende la montagna, non hai infatti idea di cosa stia realmente accadendo. Gente che non ha alba di come si scii sta venendo giù, di notte, lungo una pista ghiacciata in cui non si vede una fava, tenendo in mano una torcia. Veloci che si vada o meno, il fuoco viene spinto verso il braccio delle persone e queste lanciano la torcia a caso per la pista tra mille imprecazioni. Il tutto si conclude con i maestri che le recuperano e pian piano si trovano a portare dei bracieri da venti torce l’uno.
Questo comunque non centra niente con quanto fatto a Sauris, ma era un aneddoto interessante da raccontare. La camminata si è conclusa in prossimità del Borgo degli Elfi, dove per l’estate è previsto partire il progetto “Arte nel Bosco” nel quale vari artisti regaleranno un’opera come dono simbolico ai bambini del mondo, andando a creare un sentiero artistico nella foresta.

10 – Il birrificio

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Porta uno che non beve alcolici a visitare un birrificio, e ne ricaverai ben poco. Però ci risparmi sull’assaggio della birra. In realtà la spiegazione del come si produce la birra mi ha interessato un sacco, e vicino allo stabilimento hanno una piccola saunetta a forma di Sbilf (cosa che invece mi ha interessato parecchio). Gli Sbìlfs sono dei leggendari folletti dei boschi della Carnia: super mimetici, praticamente inafferrabili e molto giocherelloni. Ne parlano con cura qui, per ora a noi basta sapere che appare anche nel logo della birra di Sauris.

In definitiva

Sauris si è dimostrata essere una splendida meta per passare alcuni giorni in tranquillità, rilassandosi tra il verde, venendo ottimamente ospitati e mangiando ottimi piatti tipici locali.
Se vuoi vedere tutte le foto che abbiamo scattato, clicca qui, per ulteriori informazioni sono a disposizione, ma se contatti l’ufficio turistico credo sia meglio.

Enjoy!

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