Verona: dove mangiare

Grazie alla strepitosa giornata di formazione “Seo and Love” ho avuto occasione di tornare a Verona, città incantevole dalla quale mancavo da troppo tempo.
Nonostante il soggiorno nella città scaligera sia stato di durata trascurabile, abbiamo avuto modo di testare alcuni esercenti (totalmente differenti) nel campo della ristorazione, che vado a snocciolarvi qui.

Club Sandwich

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Sì ok, non è il piatto tipico di Verona. Pazienza.
Da anni si va alla ricerca del Club Sandwich perfetto e così, dopo aver scrutato rapidamente le recensioni di Trippa Avvisatrice, ho stabilito che Elk Bakery fosse il posto giusto.
Il locale non è troppo distante dal centro (circa 700 metri dall’Arena, fattibile dai) ed è molto carino e curato anche dal punto di vista grafico. Nonostante alcune recensioni negativissime sul personale, a noi sono sembrati molto rapidi e cordiali. Il club sandwich è molto buono ma – come sempre – assai costoso: 12 euro sono sembrati veramente eccessivi sia in rapporto alla quantità sia al fatto che non fosse servito con alcun contorno.
Oltretutto, se ti dicono che i piani sono tre ma in realtà tre sono gli strati di pane, ci resti male. Sarebbe come dire che una casa di due piani ne ha tre perché conti pure il tetto.
Smisurato il prezzo rispetto a quello delle altre pietanze.
Come contorno abbiamo ordinato patate con cheddar: piuttosto buone ma anche qui la porzione è da definire come “normale” (“assai ridotta” — ndS).
Un bel posto che, se fosse più vicino a me, testerei volentieri di nuovo prima di dare un giudizio definitivo.

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Patatine Fritte

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Non so cosa sia successo negli ultimi tempi, ma a Verona sono spuntati un sacco di punti vendita di patate fritte modello Belgio o Olanda. Quegli splendidi “friggitori” che ti servono patate frittissime in coni di carta dalla dimensione grande o megalitica, e che potrai farcire con una delle 22 salse presenti. Non sembra invece che dall’Olanda sia ancora stato importato il Red Light District: accidenti.
Chiaramente non potevamo farne a meno e il giudizio è 8+ per l’unto e 9 per la quantità di patate presenti in un cono di taglia SMALL. Non mi sbilancerei invece sulla qualità, perché quando si parla di questo tipo di cibo mi pare sia un concetto un po’ astratto.
Per darti un’idea, se quello che ho mangiato io era il cono small, direi che quello in foto potrebbe tranquillamente essere una rappresentazione del formato XL in scala 1:1.

Crêpes

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Devastati da fame atavica, tipica dei 50mila passi che si fanno quando si visitano i centri storici delle città d’arte italiane, abbiamo pimpato i nostri zuccheri testando le crêpes alla nutella di Pretto – Gelato Arte Italiana.
Ottime: tanto love per le crêpes della città dell’amore.
I punti vendita di questi portenti sono due: uno in Piazza Erbe e uno in Corso Porta Nuova.
La loro fan page su facebook invece è questa qui.

Tartine

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Abbiamo inoltre cenato in una locanda tipica: nello specifico la Locandina Cappello, che si trova a 100 metri (su per giù) dalla presunta casa di Giulietta.
Quindi prima vai a scrivere una minchiata sul muro di Giulietta e poi reintegri le energie spese mangiando qui. Tutto molto lineare.
Ci hanno fatto assaggiare un’infinita quantità di tartine, condite con qualsiasi tipo di ingrediente e accompagnate da dei taglieri misti di formaggi e salumi. Not bad, not bad veramente. Non molto vegan, mi sembra chiaro.
Locale tranquillo dove mangiare qualcosa di ben curato, e servito con velocità e gentilezza.
Tienilo a mente nel caso di una tua incursione in città.

Disclaimer

Nel web ormai tutto (o quasi) è marketta e quindi il sospetto che un post sia sponsorizzato è legittimo. Ti dichiaro che questo non lo è: questi sono locali che per caso abbiamo incrociato per Verona, ci siamo trovati bene e quindi ho deciso di condividere l’esperienza con te. Perché le eccellenze meritano di essere supportate.
Poi se non ci credi amen, più di così non posso fare.
Enjoy!

stailuan

Andrea "Style1" Antoni è un grafico freelance ed un graffiti writer, ambassador di GoPro e Roberto Ricci Designs. Scrive post a tempo perso e perde tempo scrivendo post, ma vive di grafica. Nel febbraio del 2015 è uscito il suo primo libro "Trova la tua identità su Instagram e condividi foto uniche", pubblicato da Dario Flaccovio Editore. Nel 2017 è diventato per tutti "il grafico che gira il mondo fotografando le mazzette pantone" grazie all'improvvisa viralizzazione del suo progetto Instagram #STAILtone. More info

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